A tutto sport

Qualche mese fa una mia amica mi convinse a iscrivermi su di un gruppo Facebook incentrato soltanto sul fitness. Premetto che io non ho mai avuto problemi di peso, purtroppo però sono sempre stata una di quelle pigrone croniche che non smuove un muscolo dai tempi dell’educazione fisica a scuola, che, se devo essere sincera, cercavo anche di saltare il più possibile.

Insomma, mi sono iscritta giusto per vedere qualcosa di nuovo oltre ai soliti pettegolezzi, gossip e oggetti in offerta sui gruppi di vendo/scambio che seguo saltuariamente. Inizialmente pensavo fosse una cosa abbastanza inutile, soprattutto perché mi trovavo la home invasa da natiche sia maschili che femminili di prima e dopo molto sorprendenti, certo, ma imbarazzanti.
Una volta mio fratello è entrato in camera mentre ero su Facebook e tenevo le cuffie con la musica, non l’ho sentito e si è visto quello spettacolo di fondo schiena che l’hanno portato a chiedermi ma che diavolo guardi?

Superata questa prima fase, a forza di vedere miglioramenti così sorprendenti di donne e uomini che sembravano rinascere, mi sono decisa. Ho iniziato seguendo un programma di allenamento di un mese, abbastanza “leggero”, almeno di tempo, perché mi portava via solo una mezz’ora al giorno, ideale per i miei impegni.
Poi mi sono letteralmente appassionata e ho proseguito su questo cammino che, a oggi, mi sta dando grandissimi risultati e soddisfazioni. Ho preso tre kg, che, nonostante potrebbero scoraggiare, so essere puro e semplice muscolo formatosi al posto del grasso. I muscoli pesano di più, ecco svelato l’arcano.

Mi sono comprata un cardio polar per vedere di migliorare ulteriormente la mia routine quotidiana che devo iniziare a ridurre. Penso di passare a tre circuiti settimanali più due giorni a settimana di cardio o corsa leggera. E non avrei mai pensato che un giorno mi sarei potuta appassionare all’attività fisica.

Wow, gossip

L’altro giorno mia madre mi ha portato la partecipazione di matrimonio di una ragazza che veniva alle elementari con me, con la quale non mi sento da una vita  (si, ok siamo amiche su Facebook, ma non sapevo neanche che si volesse sposare) e che mi sembra abbastanza strano abbia deciso di invitarmi. Cioè, lo apprezzo per carità, ma al mio matrimonio io vorrei solo persone strette strette, se inizia a invitare tutti gli alunni di tutte le scuole, è fritta.

A a proposito di fritto, ci hanno scritto anche i suoi genitori per dirci dov’era la lista di nozze, era accessibile anche online per le persone più lontane e sono andata a dare una sbirciata. A parte dei cigni di Murano, che non so a cosa potrebbero servire effettivamente in una casa, ho trovato anche la friggitrice ad aria. Non sapevo neanche esistesse, è una friggitrice normale che invece che richiedere milioni di litri di olio, ne richiede un cucchiaino per un risultato praticamente identico.

Fin qui niente di strano, ognuno ci mette cosa vuole e ci mancherebbe altro. Il problema è che poi sono andata sul suo profilo Facebook e ho letto quello che non avrei mai voluto leggere. Scorrendo a qualche mese fa, ho visto scritto wow, Belen nella lista di nozze ha messo la friggitrice che funziona senza l’olio, la voglio anche io!!! Giuro di averlo riletto tre o quattro volte prima di capire se fosse effettivamente messo nero su bianco, e purtroppo mi sono dovuta arrendere all’idea che era davvero così.

Ora, già io non ero minimamente convinta di andare a questo matrimonio, già odio i matrimoni in generale figuriamoci quelli di perfetti sconosciuti, che per giunta sono abbonati a D+ TV e sanno vita, morte e miracoli di tutti i “VIP” del momento e non. Dopo aver letto quella perla di saggezza, diciamo che ho gentilmente fatto capire a mia madre che piuttosto che andare a quel matrimonio, avrei preferito fare un giro a un museo di chiodi.

Amazon e la wishlist

Ogni tanto Amazon mi invia mail nelle quali mi ricorda di avere delle wishlist con degli articoli che costano meno. Io ignoro sempre tutto, sono in un periodo di magra economica e sto mettendo da parte qualche soldino per un po’ di progettini che ho in cantiere per il futuro prossimo.

Ieri non sapevo che fare, quindi ho deciso di assecondare la mail e guardare che c’era nella mia wishlist. Ma l’avevo creata proprio io? Perché non mi ricordavo di averci messo una sedia ergonomica né un paio di calzettoni natalizi, con gli alberelli di Natale sulla pianta del piede antiscivolo.

Ho controllato un paio di volte l’account e sì, era il mio: condivido l’account con mia madre, dato che lei di solito compra una volta l’anno se va bene, quindi non so, era probabile che le avesse messe lei lì per sbaglio. Le mando un sms e mi dice di non sapere neanche cosa sia una wishlist – inutile dire che le credo, lo do praticamente per scontato che sia la verità.

Scorro, scorro e scorro e continuo a trovarci di tutto: una PlayStation 4 con un sacco di giochi, uno smartphone, un tablet, una coperta di quelle a forma di animale dove puoi mettere le braccia per tenerla ferma. Incuriosita ho preso la calcolatrice per vedere quanto fosse, in euro, quella lista e mi è preso un mezzo colpo al cuore: quasi 2000 euro di cavolate e di cose che non sapevo neanche esistessero sulla faccia della terra.

È vero, quando non ho soldi tendo a creare carrelli sui siti nei quali compro per il gusto di farlo, poi li lascio lì in un limbo dalla durata indefinita, che di solito coincide con l’eternità. Forse è il caso che smetta di farlo.

Dormire, quanto ti voglio bene

Ieri avevo il turno di notte, stamani una sola e unica occupazione: dormire! La mia pigrizia, unita agli orari di lavoro, sono due ottimi motivi per auto certificarmi la necessità assoluta di sonno, costante e duraturo.

Ma no, c’è lui, il tuo vicino di casa. Quello che ti viene a suonare per dirti che il tuo zerbino è volato da lui, che in teoria sarebbe una violazione di proprietà e che potrebbe anche scattare una denuncia. Non ho capito se intendesse denunciare lo zerbino o me, dato che il mio nome, su quel coso, non c’è scritto e dato che, purtroppo o per fortuna, non sono io a poter gestire le folate di vento invernale.

Il vicino che quando c’è la riunione condominiale è sempre col braccio alzato per dire a Tizio e a Caio che la sera prima, tornando alle 21:30, lo hanno svegliato. Per spettegolare con la dirimpettaia e farsi scoprire per il pettegolo che è, dato che sa sempre vita morte e miracoli di tutti. È lo stesso vicino che quando ha i nipoti a casa, sembra che siano nella tua camera da letto, per quanto sono in grado di produrre rumore, caos e odio.

Il vicino che quando puoi dormire accende il trapano alle 8:00 del mattino – perché sa che se lo facesse prima potrebbe beccarsela davvero, una denuncia -, e ti chiedi ma come è possibile che questo sappia vita, morte e miracoli di ogni condomino, ma non sa che tu hai fatto il turno di notte, sei rientrata alle 4 e vuoi solo dormire finché puoi? 

Prima o poi andrò a vivere in una capanna sulle Ande, dove al massimo potrò lamentarmi forse del freddo o del troppo silenzio, giuro.

Com…missioni impossibili

Mio marito è a casa con la febbre e, oltre a dover pensare a cucinare, stirare, lavare e andare a lavoro, ora mi devo anche occupare di lui e delle sue faccende. Non posso neppure cercare una collaboratrice domestica, perché non ho tempo per farlo, ma quanto sarebbe bello poter contare su un aiuto esterno.

Oggi mi sono dovuta impelagare nel cuore della città per andare a cambiargli l’avvitatore Makita che ha comprato una settimana fa e che ha già rotto, non si sa bene come. Voleva poi anche una pizzetta di pasta brisè – una di numero, eh! – e della Coca Cola, che non ho capito bene come mai ogni volta che ha la febbre la richiede.

Cambiare quell’attrezzo è stato un patema d’animo. Il tizio che mi ha chiesto cosa era successo voleva che gli spiegassi nello specifico cosa avevo fatto per romperlo, quanto lo avevo usato, su cosa lo avessi utilizzato: forse non capiva la frase è di mio marito, io non so neppure come si accende. Mi ha detto che non lo potevo cambiare, allora, ma doveva andarci lui. Ma da che mondo è mondo, se mi presento con scontrino e scatolo, l’oggetto viene cambiato, se è possibile farlo, dopo la valutazione di chi lo ha venduto. O forse sono strana io? Mi ricordo che una volta cambiai il telefonino appena comprato, il ragazzo lo prese, scrisse qualcosa su un foglio e me ne porse subito uno nuovo di zecca.

Ho un mal di testa per colpa di quel commesso che ancora non mi è passato, nonostante l’Aspirina. E mio marito vuole ancora la dannatissima Coca Cola che mi sono scordata di comprare dal panettiere dove ho preso le pizzette – sì, perché a quel punto me ne sono presa qualcuna anche per me.