Parola d’ordine: disordine

Io ho tanti difetti, ma tanti tanti tanti. Ho anche molti pregi, ovviamente, come richiede la vita fatta di questo dualismo estenuante. Se dovessi dire qual è il mio miglior pregio, farei scena muta, ma se mi chiedessero qual è il mio peggior difetto, non tarderei a rispondere: l’essere disordinata.

Disordinata penso sia sempre troppo poco per me, perché non penso esista una parola per descrivere con cognizione di causa quello che sono in grado di fare con oggetti e spazio a disposizione. A mia madre ho sempre detto sono un’artista, gli artisti non sono ordinati e ormai me lo sono ripetuto talmente tanto da essermene convinta anche io.

Faccio questa riflessione dopo aver trovato la mia cyclette da camera sommersa dai vestiti accumulati in un mese di outfit, era talmente ricoperta da essermi quasi scordata di averla in camera. E non perché non mi muova, è che ho cominciato un corso in palestra e non la utilizzo più. Beh, anche se volessi usarla sarebbe un po’ difficile, devo ammetterlo.

Ho trovato cose rinchiuse in cassetti che neppure ricordavo di aver mai avuto in casa, ho addirittura pensato di avere un problema alla memoria, ma poi mi sono detta ma quale memoria, il tuo problema è che non sai tenere in ordine. Il mio ragazzo, anche lui abbastanza drastico da questo punto di vista, mi ha consigliato di cercare una collaboratrice domestica che possa aiutarmi, il punto è che io mi vergogno a far vedere a terzi, per giunta estranei, quello che sono in grado di combinare.

Chiariamoci, ho trovato un barattolino di yogurt mangiato dentro la credenza che ho in bagno. Non sto a soffermarmi su quello che c’era nato dentro perché non saprei neppure spiegare a parola cosa fosse. E penso non lo saprebbe fare neppure un biologo.

Aiutare la mamma

Ieri mi ha chiamato mia madre per chiedermi se potevo darle una mano a scegliere l’arredamento per la casa al mare che lei e mio padre hanno deciso di regalarsi per inaugurare la vita da pensionati. Un argomento delicato, specie di questi tempi, ma loro hanno avuto l’idea di stipulare una pensione privata e adesso possono godersi la vecchiaia con un po’ di tranquillità.

Siamo andate oggi a vedere qualche mobile. La casa, a quanto pare, è già arredata ma loro vorrebbero cambiare qualcosa qua e là: il letto e i sanitari, per prima cosa, dato che mia madre è super maniaca dell’igiene. Come scegliere il materasso matrimoniale memory? Da che parte si comincia? Mi ha chiesto quando siamo arrivati al reparto.

Siccome me lo aveva accennato al telefono, mi ero già fatta un’idea guardando un po’ in rete. Le ho consigliato di sceglierne uno in memory foam, considerato anche che i miei soffrono entrambi di cervicale e mio padre anche di insonnia, quindi dormire bene è molto importante per loro.

Siamo passati alle reti e mia madre ne ha adocchiato subito una a doghe veramente molto bella, già solo a vedersi dava un’impressione di solidità e stabilità davvero entusiasmante. Non sapeva che poggiatesta scegliere, dato che ha sempre avuto quei modelli imbottiti in stile hotel avrebbe voluto cambiare tipologia, ma non è che ce ne fossero molti così tanto belli da farti esclamare wow! Quello è quello giusto.

Insomma, ci siamo tolte una delle parti più dolenti, quella della camera da letto che, a quanto ritengo personalmente, è la più importante delle stanze presenti in una casa. Ora manca “soltanto” tutto il resto.

Troppo shopping, fermatemi!

Ok, ho un problema con lo shopping. So che è una caratteristica frequente da trovare in tutte le donne, ma questo mese ho proprio esagerato: mi sto segnando tutte le entrate e le uscite, se continuerò così fra poco avrò il conto in rosso! Ma il mio problema non è che compro cose troppo costose, è che ne compro troppe a basso prezzo!

Come si fa a non comprare cose carine a pochi euro? È impossibile! Il problema è che, se una cosa mi piace e costa un euro, ne prendo almeno 10 per farne scorta,sia che siano smalti, sia che siano tovaglioli di stoffa. Ho dato un’occhiata a quello che ho comprato online ultimamente e mi sono resa conto di aver, letteralmente, svaligiato un sito cinese dove tutto costa pochissimo. Avrò speso 100 euro tra bijoux, adesivi, cover per il cellulare e quadernini che compro ma poi mi dispiace utilizzare.

Devo inventarmi qualcosa per smettere di acquistare tutto così in maniera compulsiva. Il prossimo mese la mia migliore amica partorirà, quindi dovrò farle un bel regalo. Avevo pensato di prenderle un fasciatoio cassettiera con i personaggi di Disney, quindi dovrò mettere da parte qualcosina: non so ancora se fargliela recapitare a casa, a sorpresa, o se procedere per vie più “consone”, avvertendola, magari, di questa mia intenzione – anche se già glielo avevo comunque accennato.

Insomma, la mia amica partorisce e io spendo i miei soldi in oggetti inutili, ma troppo convenienti per lasciarli dove stanno. C’è qualcosa che non mi torna, considerato che siamo coetanee e ci avviciniamo minacciosamente agli enta!

Devo inventarmi qualcosa e fare un fioretto: l’ideale è trovare un oggetto abbastanza costoso da comprare, in modo da mettere da parte i soldi e avere un obiettivo. Non so ancora cosa, forse potrei prendermi un tablet anche per lavoro, ma qualcosa devo trovare: è assurdo, curo la mia voglia di acquistare pensando ad acquistare! Aiuto!

A tutto sport

Qualche mese fa una mia amica mi convinse a iscrivermi su di un gruppo Facebook incentrato soltanto sul fitness. Premetto che io non ho mai avuto problemi di peso, purtroppo però sono sempre stata una di quelle pigrone croniche che non smuove un muscolo dai tempi dell’educazione fisica a scuola, che, se devo essere sincera, cercavo anche di saltare il più possibile.

Insomma, mi sono iscritta giusto per vedere qualcosa di nuovo oltre ai soliti pettegolezzi, gossip e oggetti in offerta sui gruppi di vendo/scambio che seguo saltuariamente. Inizialmente pensavo fosse una cosa abbastanza inutile, soprattutto perché mi trovavo la home invasa da natiche sia maschili che femminili di prima e dopo molto sorprendenti, certo, ma imbarazzanti.
Una volta mio fratello è entrato in camera mentre ero su Facebook e tenevo le cuffie con la musica, non l’ho sentito e si è visto quello spettacolo di fondo schiena che l’hanno portato a chiedermi ma che diavolo guardi?

Superata questa prima fase, a forza di vedere miglioramenti così sorprendenti di donne e uomini che sembravano rinascere, mi sono decisa. Ho iniziato seguendo un programma di allenamento di un mese, abbastanza “leggero”, almeno di tempo, perché mi portava via solo una mezz’ora al giorno, ideale per i miei impegni.
Poi mi sono letteralmente appassionata e ho proseguito su questo cammino che, a oggi, mi sta dando grandissimi risultati e soddisfazioni. Ho preso tre kg, che, nonostante potrebbero scoraggiare, so essere puro e semplice muscolo formatosi al posto del grasso. I muscoli pesano di più, ecco svelato l’arcano.

Mi sono comprata un cardio polar per vedere di migliorare ulteriormente la mia routine quotidiana che devo iniziare a ridurre. Penso di passare a tre circuiti settimanali più due giorni a settimana di cardio o corsa leggera. E non avrei mai pensato che un giorno mi sarei potuta appassionare all’attività fisica.

Wow, gossip

L’altro giorno mia madre mi ha portato la partecipazione di matrimonio di una ragazza che veniva alle elementari con me, con la quale non mi sento da una vita  (si, ok siamo amiche su Facebook, ma non sapevo neanche che si volesse sposare) e che mi sembra abbastanza strano abbia deciso di invitarmi. Cioè, lo apprezzo per carità, ma al mio matrimonio io vorrei solo persone strette strette, se inizia a invitare tutti gli alunni di tutte le scuole, è fritta.

A a proposito di fritto, ci hanno scritto anche i suoi genitori per dirci dov’era la lista di nozze, era accessibile anche online per le persone più lontane e sono andata a dare una sbirciata. A parte dei cigni di Murano, che non so a cosa potrebbero servire effettivamente in una casa, ho trovato anche la friggitrice ad aria. Non sapevo neanche esistesse, è una friggitrice normale che invece che richiedere milioni di litri di olio, ne richiede un cucchiaino per un risultato praticamente identico.

Fin qui niente di strano, ognuno ci mette cosa vuole e ci mancherebbe altro. Il problema è che poi sono andata sul suo profilo Facebook e ho letto quello che non avrei mai voluto leggere. Scorrendo a qualche mese fa, ho visto scritto wow, Belen nella lista di nozze ha messo la friggitrice che funziona senza l’olio, la voglio anche io!!! Giuro di averlo riletto tre o quattro volte prima di capire se fosse effettivamente messo nero su bianco, e purtroppo mi sono dovuta arrendere all’idea che era davvero così.

Ora, già io non ero minimamente convinta di andare a questo matrimonio, già odio i matrimoni in generale figuriamoci quelli di perfetti sconosciuti, che per giunta sono abbonati a D+ TV e sanno vita, morte e miracoli di tutti i “VIP” del momento e non. Dopo aver letto quella perla di saggezza, diciamo che ho gentilmente fatto capire a mia madre che piuttosto che andare a quel matrimonio, avrei preferito fare un giro a un museo di chiodi.

Amazon e la wishlist

Ogni tanto Amazon mi invia mail nelle quali mi ricorda di avere delle wishlist con degli articoli che costano meno. Io ignoro sempre tutto, sono in un periodo di magra economica e sto mettendo da parte qualche soldino per un po’ di progettini che ho in cantiere per il futuro prossimo.

Ieri non sapevo che fare, quindi ho deciso di assecondare la mail e guardare che c’era nella mia wishlist. Ma l’avevo creata proprio io? Perché non mi ricordavo di averci messo una sedia ergonomica né un paio di calzettoni natalizi, con gli alberelli di Natale sulla pianta del piede antiscivolo.

Ho controllato un paio di volte l’account e sì, era il mio: condivido l’account con mia madre, dato che lei di solito compra una volta l’anno se va bene, quindi non so, era probabile che le avesse messe lei lì per sbaglio. Le mando un sms e mi dice di non sapere neanche cosa sia una wishlist – inutile dire che le credo, lo do praticamente per scontato che sia la verità.

Scorro, scorro e scorro e continuo a trovarci di tutto: una PlayStation 4 con un sacco di giochi, uno smartphone, un tablet, una coperta di quelle a forma di animale dove puoi mettere le braccia per tenerla ferma. Incuriosita ho preso la calcolatrice per vedere quanto fosse, in euro, quella lista e mi è preso un mezzo colpo al cuore: quasi 2000 euro di cavolate e di cose che non sapevo neanche esistessero sulla faccia della terra.

È vero, quando non ho soldi tendo a creare carrelli sui siti nei quali compro per il gusto di farlo, poi li lascio lì in un limbo dalla durata indefinita, che di solito coincide con l’eternità. Forse è il caso che smetta di farlo.

Dormire, quanto ti voglio bene

Ieri avevo il turno di notte, stamani una sola e unica occupazione: dormire! La mia pigrizia, unita agli orari di lavoro, sono due ottimi motivi per auto certificarmi la necessità assoluta di sonno, costante e duraturo.

Ma no, c’è lui, il tuo vicino di casa. Quello che ti viene a suonare per dirti che il tuo zerbino è volato da lui, che in teoria sarebbe una violazione di proprietà e che potrebbe anche scattare una denuncia. Non ho capito se intendesse denunciare lo zerbino o me, dato che il mio nome, su quel coso, non c’è scritto e dato che, purtroppo o per fortuna, non sono io a poter gestire le folate di vento invernale.

Il vicino che quando c’è la riunione condominiale è sempre col braccio alzato per dire a Tizio e a Caio che la sera prima, tornando alle 21:30, lo hanno svegliato. Per spettegolare con la dirimpettaia e farsi scoprire per il pettegolo che è, dato che sa sempre vita morte e miracoli di tutti. È lo stesso vicino che quando ha i nipoti a casa, sembra che siano nella tua camera da letto, per quanto sono in grado di produrre rumore, caos e odio.

Il vicino che quando puoi dormire accende il trapano alle 8:00 del mattino – perché sa che se lo facesse prima potrebbe beccarsela davvero, una denuncia -, e ti chiedi ma come è possibile che questo sappia vita, morte e miracoli di ogni condomino, ma non sa che tu hai fatto il turno di notte, sei rientrata alle 4 e vuoi solo dormire finché puoi? 

Prima o poi andrò a vivere in una capanna sulle Ande, dove al massimo potrò lamentarmi forse del freddo o del troppo silenzio, giuro.

Com…missioni impossibili

Mio marito è a casa con la febbre e, oltre a dover pensare a cucinare, stirare, lavare e andare a lavoro, ora mi devo anche occupare di lui e delle sue faccende. Non posso neppure cercare una collaboratrice domestica, perché non ho tempo per farlo, ma quanto sarebbe bello poter contare su un aiuto esterno.

Oggi mi sono dovuta impelagare nel cuore della città per andare a cambiargli l’avvitatore Makita che ha comprato una settimana fa e che ha già rotto, non si sa bene come. Voleva poi anche una pizzetta di pasta brisè – una di numero, eh! – e della Coca Cola, che non ho capito bene come mai ogni volta che ha la febbre la richiede.

Cambiare quell’attrezzo è stato un patema d’animo. Il tizio che mi ha chiesto cosa era successo voleva che gli spiegassi nello specifico cosa avevo fatto per romperlo, quanto lo avevo usato, su cosa lo avessi utilizzato: forse non capiva la frase è di mio marito, io non so neppure come si accende. Mi ha detto che non lo potevo cambiare, allora, ma doveva andarci lui. Ma da che mondo è mondo, se mi presento con scontrino e scatolo, l’oggetto viene cambiato, se è possibile farlo, dopo la valutazione di chi lo ha venduto. O forse sono strana io? Mi ricordo che una volta cambiai il telefonino appena comprato, il ragazzo lo prese, scrisse qualcosa su un foglio e me ne porse subito uno nuovo di zecca.

Ho un mal di testa per colpa di quel commesso che ancora non mi è passato, nonostante l’Aspirina. E mio marito vuole ancora la dannatissima Coca Cola che mi sono scordata di comprare dal panettiere dove ho preso le pizzette – sì, perché a quel punto me ne sono presa qualcuna anche per me.