Parola d’ordine: disordine

Io ho tanti difetti, ma tanti tanti tanti. Ho anche molti pregi, ovviamente, come richiede la vita fatta di questo dualismo estenuante. Se dovessi dire qual è il mio miglior pregio, farei scena muta, ma se mi chiedessero qual è il mio peggior difetto, non tarderei a rispondere: l’essere disordinata.

Disordinata penso sia sempre troppo poco per me, perché non penso esista una parola per descrivere con cognizione di causa quello che sono in grado di fare con oggetti e spazio a disposizione. A mia madre ho sempre detto sono un’artista, gli artisti non sono ordinati e ormai me lo sono ripetuto talmente tanto da essermene convinta anche io.

Faccio questa riflessione dopo aver trovato la mia cyclette da camera sommersa dai vestiti accumulati in un mese di outfit, era talmente ricoperta da essermi quasi scordata di averla in camera. E non perché non mi muova, è che ho cominciato un corso in palestra e non la utilizzo più. Beh, anche se volessi usarla sarebbe un po’ difficile, devo ammetterlo.

Ho trovato cose rinchiuse in cassetti che neppure ricordavo di aver mai avuto in casa, ho addirittura pensato di avere un problema alla memoria, ma poi mi sono detta ma quale memoria, il tuo problema è che non sai tenere in ordine. Il mio ragazzo, anche lui abbastanza drastico da questo punto di vista, mi ha consigliato di cercare una collaboratrice domestica che possa aiutarmi, il punto è che io mi vergogno a far vedere a terzi, per giunta estranei, quello che sono in grado di combinare.

Chiariamoci, ho trovato un barattolino di yogurt mangiato dentro la credenza che ho in bagno. Non sto a soffermarmi su quello che c’era nato dentro perché non saprei neppure spiegare a parola cosa fosse. E penso non lo saprebbe fare neppure un biologo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *